mercoledì 30 settembre 2015

e io di più

Io e il collega Zago siamo in posizione regolamentare da vigilanza durante la ricreazione. Immobili a braccia conserte, fianco a fianco, parliamo senza guardarci in faccia: gli occhi e la testa ruotano in modo costante da destra a sinistra, con qualche allungo di collo per dare un'occhiata anche agli angoli. Zago mi sta ricordando le sagge parole di un saggio dirigente: in caso di incidente ricordate di dichiarare sempre che stavate guardando; se non avete visto è perché guardavate qualcos'altro".
Si avvicina l'alunno Bracciolo, che ha sempre voglia di parlare con noi, nonostante gli inviti a socializzare con i compagni.
- Prof, le ho raccontato di quando ho fatto la comunione e c'erano tutti i quadri di Gesù che lo portavano in croce e mentre io passavo Gesù si girava a guardarmi e poi tornava nella posizione di prima?
Z. risponde impassibile:
- E io te l'ho mai detto che ho un cane parlante protestante e autopulente?
Bracciolo si blocca un attimo, fa un gesto come dire non importa e se ne va.
Rilanciare funzionare sempre.


lunedì 28 settembre 2015

naturale, no?

Buongiorno, professoressa!
Mi scusi se la disturbo, solo un minuto, anche io sono di fretta, si immagini, con tre figli! Volevo chiederle un parere, riguardo una questione della scuola materna, un parere professionale, ecco, sì lo so che lei insegna alla secondaria, però ci tenevo, mi chiedevo quale fosse la sua posizione riguardo la questione dell'acqua, ecco.
Come quale acqua? Non le hanno detto che il Comune ha deciso di non portare più a scuola le bottiglie di acqua? Ah, no?! Ah, ma adesso la informo io, così mi dice. Dicono che l'acqua del rubinetto si può bere, che viene analizzata, che la plastica è inquinante e non va bene e fanno tutti quei loro discorsi ...
Come, può essere? Ma lei l'hai mai fatto il brodo con l'acqua del rubinetto? Provi, lo tenga in frigo 24 ore e poi mi saprà dire, fa una puzza insopportabile, una puzza di fognatura che rivolta lo stomaco.
No, professoressa, non è la carne, è l'acqua del rubinetto che puzza. Guardi, io a volte non la uso nemmeno per lavarmi, dal timore che possa poi sentirsi un residuo sulla pelle. E se penso che mia figlia potrebbe essere costretta a deglutire quel liquido repellente, io ...
No, certo, non piango, anche se ... una rabbia, mi viene una rabbia che... Ma io non mollo, sa? Lei sa com'è, per una figlia si farebbe tutto!
Certo, la saluto anch'io, sempre di corsa, eh, noi donne!
Ah, no, io non lavoro, finché i figli sono piccoli anche mio marito preferisce...
Arrivederci professoressa, mi raccomando eh, si faccia sentire anche lei in Comune, per la storia dell'acqua..
Alle scuole elementari non so, i miei figli frequentano il nido e le materne.
Alle elementari va bene l'acqua del rubinetto, certo.
Se va bene alle mamme  ... io mi occupo delle scuole dove vanno i miei figli, non è che posso pensare a tutto io, cosa dice?



mercoledì 23 settembre 2015

usa e getta

Anche quest'anno il corso per la sicurezza ci ha riservato sorprese e spunti di riflessione. Durante le prime ore, mentre ci venivano somministrate una ventina di slide sulla storia della normativa italiana ed europea in materia di sicurezza sul lavoro siamo riusciti a dedicarci alla preparazione delle lezioni della settimana, alla correzione delle prove di ingresso, alla revisione dell'orario.
Quando l'ingegnere è passato alla parte pratica ci siamo sintonizzati. Il simpatico signore, dopo aver provato a chiedere un grado di anarchia più accettabile, ci ha fornito una serie di pratiche ed elementari norme: camminate guardando dove mettete i piedi, non sollevate pesi superiori a tot, non aprite le finestre vicino ai ragazzi per evitare capocciate negli spigoli. Con raffinata astuzia retorica ha cominciato a parlare di indennizzi assicurativi appena si è reso conto che metà dei colleghi stava discutendo sul peso di una pila di libri; un piccolo gruppo era invece rimasto affascinato dalla questione, accennata dall'ingegnere, dell'aumento di carico sulla cervice  relativamente proporzionato all'inclinazione del busto: qualcuno ha gridato che il carico è insostenibile, essendo da tempo tutti piegati ad una gradazione vicina all'angolo retto.
La questione dell'assicurazione ha riportato la calma per un attimo, eravamo tutti sinceramente interessati al valore di un nostro arto rotto o ai risarcimenti per un pallino di carta che si infila nell'occhio. Poi, la notizia bomba: l'assicurazione non copre i nostri infortuni sul lavoro se non sono strettamente correlati ad uno strumento utilizzato per la nostra mansione.
Nel delirio che è seguito i più razionali hanno provato a riflettere su come infilarsi la punta di un compasso in un orecchio se ci capitasse di scivolare a mani nude.
Fortunatamente l'ultima ora una deliziosa dottoressa ci ha parlato delle manovre di ostruzione in caso di soffocamento e alcuni hanno cominciato a fingere di aver ingoiato la caramella per dare a tutti la possibilità di applicare subito le nozioni apprese.
Siamo usciti dopo ore stremati, ma con una certezza: è sempre bene avere in borsa un paio di guanti usa e getta.


martedì 22 settembre 2015

les revenants (a volte ritornano davvero)

Questa non l'avevamo ancora vista. Negli anni in cui la pensione è un miraggio ed i giovani non trovano lavoro, ecco che compare a scuola una pensionata, classe 53, 42 anni di servizio. Ripescata e richiamata perché non si trovano insegnanti di sostegno per alunni che più degli altri avrebbero bisogno di energia, slancio, motivazione. Non ho idea di come tutto ciò sia potuto accadere, in termini burocratici e legislativi e non ho alcun dubbio che il fatto sia assurdamente regolare. La signora ci ha detto che viene volentieri, ci ha raccontato dei figli ormai grandi che non le danno nipoti, del marito che la spinge ad impegnarsi ancora in attività soddisfacenti, del senso di frustrazione nel trovarsi casalinga ancora così piena di forze e così desiderosa di relazionarsi con gli altri.

Insomma, questa simpatica signora viene a scuola per stare un po' in compagnia e io non la biasimo. Nessuno di noi ha emesso giudizi sulle scelte personali della pensionata che ritorna sul luogo di precedenti vite. Però, ecco, io in classe con me non la vorrei. Ha troppa voglia di parlare ed io in classe voglio che gli adulti facciano silenzio. Ho provato a cedere le ore di collaborazione della signora ad altri colleghi, ma nessuno ha avuto pietà. No, in matematica il ragazzo è autonomo, in arte è decisamente dotato, adora la musica ed è un atleta nato. Insomma, ha solo bisogno di correggere l'ortografia. Ho implorato, giuro, ho offerto servigi di ogni tipo, ma niente da fare.
Mi tocca sostenere il sostegno.


giovedì 17 settembre 2015

la promessa




- Buongiorno, sono l'insegnante di Nicolas. Ha un minuto di tempo?
- Mi dica pure, buongiorno professoressa.
- Sto controllando le informazioni mediche su suo figlio. Leggo che dovreste aver fatto un controllo a gennaio ma non trovo nessun documento. Siete andati all'appuntamento?
- Tutto a posto, mio figlio è guarito.
- Bene! Che bella notizia! Allora ci può portare i documenti che le hanno dato all'ospedale?
- No, no. Io vengo a firmare tutto quello che volete, io mi prendo tutta la responsabilità, mio figlio è guarito.
- Scusi ma i medici le hanno detto ...
- No, mio figlio, l'ha detto mio figlio...
- Ma ...
- Lui mi ha promesso e io mi fido di lui. Vengo a firmare tutto quello che volete, è tutta responsabilità mia, voi non dovete aver problemi. Mio figlio sta bene.
- Ma almeno la pediatra ...
- Io vengo a firmare. Mio figlio è stato sciocco ma adesso ha promesso.
- Mi sta dicendo che faceva finta?
- Non proprio, ma io vengo e firmo tutto.

Chissà.


martedì 15 settembre 2015

domani nella battaglia pensa a me

La lotta per accaparrarsi più risorse possibili si fa feroce a partire al primo giorno di scuola. Se qualcuno aveva rimosso le difficoltà, questa mattina la realtà ci si è mostrata con la spietata esattezza dei numeri: gli insegnanti di sostegno scarseggiano, il rapporto è diventano di 1 a 2 virgola qualcosa. Cioè circa 8 otto ore ad alunno. 
Per fortuna ci sono anche gli educatori da distribuirenelle varie scuole e nelle varie classi. Le ore sono ovviamente sempre troppo poche rispetto ai bisogni (infiniti, come i desideri).
Le danze hanno inizio, la battaglia si fa feroce: si affilano le unghie, le lingue schioccano come fruste, i tacchi a spillo si fanno minacciosi.

I bambini di prima si devono conoscere e si gioca alle interviste: animale preferito, sport amati e odiati, paure, sogni, colori. Tra i prevalenti azzurri, verdi e gialli, pochi neri.
Una delle bambine, che soffre della sindrome di *** ha detto: rosso sangue.
Non rosso e basta?
Rosso sangue, ha ribadito.
Ho cliccato mi piace e ho commentato: perfettamente adeguato.




lunedì 14 settembre 2015

Varie ed eventuali

Sindrome post-traumatica, orfano di mamma, immaturo e dispettoso, tutto ok, brillante e discontinuo, leader negativo, esuberante, adottata, genitori separati con problemi, tutto bene, bravissima, DSA F80.1, F81.8, BES, disturbo di attenzione, difficoltà generali, legge 104,da alfabetizzare, protocollo somministrazione farmaci, Rapporto di Autovalutazione in base al quale definire il Piano Triennale Offerta Formativa per ottenere l'Organico Potenziato.
E non finisce mai.