martedì 22 settembre 2015

les revenants (a volte ritornano davvero)

Questa non l'avevamo ancora vista. Negli anni in cui la pensione è un miraggio ed i giovani non trovano lavoro, ecco che compare a scuola una pensionata, classe 53, 42 anni di servizio. Ripescata e richiamata perché non si trovano insegnanti di sostegno per alunni che più degli altri avrebbero bisogno di energia, slancio, motivazione. Non ho idea di come tutto ciò sia potuto accadere, in termini burocratici e legislativi e non ho alcun dubbio che il fatto sia assurdamente regolare. La signora ci ha detto che viene volentieri, ci ha raccontato dei figli ormai grandi che non le danno nipoti, del marito che la spinge ad impegnarsi ancora in attività soddisfacenti, del senso di frustrazione nel trovarsi casalinga ancora così piena di forze e così desiderosa di relazionarsi con gli altri.

Insomma, questa simpatica signora viene a scuola per stare un po' in compagnia e io non la biasimo. Nessuno di noi ha emesso giudizi sulle scelte personali della pensionata che ritorna sul luogo di precedenti vite. Però, ecco, io in classe con me non la vorrei. Ha troppa voglia di parlare ed io in classe voglio che gli adulti facciano silenzio. Ho provato a cedere le ore di collaborazione della signora ad altri colleghi, ma nessuno ha avuto pietà. No, in matematica il ragazzo è autonomo, in arte è decisamente dotato, adora la musica ed è un atleta nato. Insomma, ha solo bisogno di correggere l'ortografia. Ho implorato, giuro, ho offerto servigi di ogni tipo, ma niente da fare.
Mi tocca sostenere il sostegno.


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