Le quattro ore di corso di formazione in materia di sicurezza (livello avanzato, era livello avanzato!) non sono passate senza danni. Ieri eravamo tutti zitti, un brusio di sottofondo quasi impercettibile: la prospettiva di tutto il tempo che avremmo dovuto passate a cercare di ascoltare nozioni per lo più vaghe ci annichiliva. Questa mattina, dopo le rielaborazioni notturne, in sala insegnanti si è scatenato il finimondo. Una collega sempre molto informata (ce ne sono anche da voi, vero?) ha voluto puntualizzare che per legge dovremmo fare 8 ore di corso, non le andava di non essere in regola, riteneva giusto farlo presente al dirigente. Il collega più anziano del gruppo, Bortolotti di arte, ha finto di inciampare e le ha schizzato il caffè bollente sulla camicia azzurra, mentre Peppino il napoletano di educazione fisica ha sentenziato:" Quella cretina di ieri qui dentro non ci mette più piede. L'avete sentita quando ha detto che in tutte le palestre che ha ispezionato ha trovato le porte di emergenza bloccate dai box per le palle? ". Abbiamo cercato di convincerlo che era un esempio, che non doveva prenderla come una offesa personale. "nessun problema, ma se la vedo avvicinarsi alla scuola le taglio le gomme". A quel punto la collega Camilla, mite e occhialuta insegnante di matematica ha sussurrato: "Anch'io". L'abbiamo guardata allibiti e lei ha aggiunto, tremante di rabbia: "Si è lamentata del brusio.Ha detto che non poteva parlare tanto tempo con quel brusio di sottofondo".
Un silenzio imbarazzato.
" Lei aveva il microfono, Noi non ce l'abbiamo, in classe, il microfono".
Si è messa a piangere, subito abbracciata dalla competente collega Marsico, che a volte sa essere umana.
A volte si ha bisogno di un capro espiatorio. Per ogni evenienza abbiamo cercato l'indirizzo della deliziosa ingegnere della sicurezza.

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