martedì 2 settembre 2014

collegio unitario

Primo collegio unitario dell'anno. Confermo la prima impressione: siamo parecchio diminuiti. Tra insegnanti di scuola media, elementare e materna occhio e croce la metà di 7-8 anni fa. Anche i soldi a disposizione sono diminuiti, ma nessuno ne parla perché di questi tempi non va di moda: abbiamo un lavoro sicuro (forse) e lavoriamo poco (dicono); chiedere aumenti sarebbe maleducato; chiedere di essere pagati per attività aggiuntive rispetto il contratto suona come una pignoleria da basso livello. Allora stiamo zitti, ma rimaniamo in silenzio anche quando si elencano gli incarichi per i quali qualcuno si dovrebbe offrire volontario. Ce ne sono tanti, quelli sembrano proliferare mentre tutto il resto si assottiglia. Siamo diventati tutti generali, ride un collega, ma mancano i soldati semplici. Ci sono tante cose da fare. In sintesi dobbiamo coordinarci per un sacco di progetti attraverso i quali fornire ogni possibile opportunità ai nostri alunni: orientarli alla consapevolezza di sè, educarli ad essere cittadini (europei, se possibile), disattivare in loro i tic degli stereotipi di genere (con voce professionale una esperta ricorda i femminicidi estivi), incentivare il loro rispetto per l'ambiente e la raccolta differenziata, motivarli a riconoscere le varie forme di illegalità in particolare di tipo mafioso, sviluppare le loro potenziali musicali troppo spesso trascurate, sensibilizzarli verso l'archeologia e la tutela del territorio, indirizzarli a stili di vita sani intrecciando sport e alimentazione, renderli consapevoli dei problemi delle dipendenze. Naturalmente tutte questo deve rientrare nella didattica quotidiana e intrecciarsi con l'insegnamento delle discipline tradizionali: leggere e capire, per dirne una, fare calcoli, parlare almeno una lingua, sapere qualcosa di geografia.
Le sorti del futuro capitale umano sono nelle nostre mani, non ci sono scuse: chi non alza la mano per offrirsi a lavorare di più si vergogna e cerca di non farsi notare. Fino all'anno scorso era così, per lo più: quest'anno mi sembra che ci sentiamo un po' meno in colpa.




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