Oggi una mia collega mi ha detto che si sentiva Alice nel paese delle meraviglie, ovvero in mondo dove tutto è capovolto, al contrario. Si riferiva in particolare alle bidelle, che ci avevano appena ordinato, a noi insegnanti ed alunni, di non spostare le sedie e i banchi perché poi a loro toccava sistemarle.
A me la similitudine del mondo capovolto ha risvegliato qualcosa, ha dato senso ad una percezione confusa che mi ha accompagnato in questi primi giorni di scuola. Mi sono sentita così mentre cercavo un planisfero da appendere in classe e non lo trovavo, mentre recuperavo il planisfero tramite amici, mentre adattavo con lo scotch i listelli di una vecchia carta dell'Italia sbrindellata alla mia nuova; mentre svuotavo i cassetti dal materiale dell'anno scorso e c'era così tanta polvere che ho cominciato a starnutire; mentre salivo su un banco (vietatissimo, una violazione inammissibile alle norme di sicurezza più elementari) cercando di appendere il planisfero all'unico chiodo che c'era, mentre verificavo che i computer delle mie classi funzionassero e non trovavo la batteria corrispondente al portatile, mentre accendevo un secondo pc e mi comparivano avvisi continui di aggiornamenti da istallare, antivirus scaduti, mentre arrivavano i ragazzi il primo giorno e qualcuno non aveva i compiti, qualcun'altro aveva perso il libro, qualcuno piangeva perché i compagni come sempre lo escludevano, qualcuno alzava la mano di per chiedere di andare in bagno proprio nel momento in cui il registro elettronico non si apriva sulla classe giusta. Mi sono sentita in un mondo capovolto, dove tutti intorno a me e soprattutto sopra di me parlavano di buona scuola, di inclusione, di valutazione e di meritocrazia mentre io mi dibattevo tra software e listelli per trovare il tempo di parlare con gli alunni della meraviglie della lettura, della magia delle parole e del fascino della storia. Quando la nuova ragazzina problematica mi ha confidato scendendo le scale che lei aveva un'anima ma lo specchio gliel'ha rubata, io ci ho creduto.

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